Al lavoro per un Paese migliore

Sono un attivista e un deputato del Movimento 5 Stelle e, in questo momento della mia vita, ho l’incarico di Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ascolto, confronto e attenzione alle nuove generazioni sono gli ingredienti alla base della mia esperienza politica: gli stessi che voglio portare avanti nella mia attività da ministro.

I MIEI TEMI

Argomenti e idee per il Paese che voglio

I miei temi

Da Ministro

Il mio compito è quello di assicurare che il Governo sia rappresentato nelle sedi parlamentari e che ogni provvedimento segua il suo corretto percorso nel rispetto del Parlamento e per il bene del nostro Paese. Dobbiamo affrontare sfide importanti legate all’ambiente, al lavoro, all’istruzione e alla riduzione delle disuguaglianze: le vinceremo grazie all’impegno e al dialogo continuo con i rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni.

I miei temi

Ambiente

C’è bisogno di una politica capace di mettere al centro il tema della sostenibilità ambientale: ce lo chiedono migliaia di giovani che vogliono azioni concrete per la lotta ai cambiamenti climatici e per rispettare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Siamo al lavoro per ridurre le emissioni inquinanti, incentivando la mobilità sostenibile e favorendo l’energia rinnovabile.

I miei temi

Giovani

Nel nostro Paese crescono e si formano talenti che, troppe volte, rischiano di non essere valorizzati: è a loro che dobbiamo rivolgerci non solo mediante incentivi e agevolazioni, ma anche attraverso l’apertura e la partecipazione. A loro consiglio il dialogo e di affrontare le sfide con la capacità di rovesciare i tavoli, se serve.

I miei temi

Digitale

L’innovazione e la digitalizzazione sono risorse indispensabili per rendere più semplice la vita del cittadino e per portare maggiore trasparenza nelle istituzioni. Ho lavorato per portare una maggiore efficienza nella Camera dei Deputati e continuerò a impegnarmi per rendere il nostro Paese più digitale con servizi pubblici innovativi.

I miei temi

Il mio Veneto

Ho avuto la fortuna di crescere in una regione straordinaria con eccellenze imprenditoriali e una lunga tradizione culturale. Voglio che il nostro Veneto sia una terra aperta e non un fortino chiuso e sappia puntare su innovazione e istruzione anche per richiamare le nostre migliori risorse, in particolare nelle aree interne.

I miei temi

Apertura

L’Italia non ha bisogno di muri, ma di ritrovare la sua vocazione di leader internazionale che, per la sua posizione strategica, sappia fare da ponte tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente, così da attivare le potenzialità di crescita che ci sono in questi continenti. Per rafforzare la leadership italiana in Europa dobbiamo continuare ad attuare strategie di apertura nei confronti del mondo. Apertura e stabilità sono i pilastri sui quali dobbiamo basarci per permettere al Paese di crescere e alle imprese di prosperare.

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Aggiornamenti

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2 days ago

Federico D'Incà

Vi ripropongo qui la mia intervista di oggi su La Stampa sui provvedimenti che saranno presi per le attività in montagna.

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di Carlo Bertini
«Basta demonizzare lo sci, è uno sport popolare che regge intere aree, che hanno diritto a ristori immediati e ad avere certezze sulle riaperture».
Da uomo di montagna, nato nel bellunese, il ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Incà si è speso in Consiglio dei ministri per dare garanzie ai territori.
Ma lei, visti i protocolli delle Regioni con una serie di regole per la sicurezza, avrebbe tenuto aperte le piste?
«Prima di tutto viene la salute ed è la priorità, siamo ancora in una seconda ondata violenta e dobbiamo affidarci al giudizio del Comitato tecnico scientifico. Però dobbiamo rispondere in fretta, perché i territori lo chiedono e vogliono chiarezza».
Quindi ancora non è sicuro se saranno chiuse oppure no le piste durante le feste?
«Aspettiamo le linee guida del Cts, ma se si chiuderà, dobbiamo rispondere ai settori che vengono messi in ginocchio già nel prossimo decreto ristori, cercando di dare sostegni adeguati».
Teme che non venga tenuto in debita considerazione questo comparto?
«In questo momento dobbiamo bloccare tutta la demagogia nei confronti del mondo del turismo invernale dello sci, una demagogia che ha colpito la reputazione e l’immagine di uno sport popolare e di un settore che porta 12 miliardi di fatturato e dà lavoro a 120 mila persone, 400 mila contando l’indotto. Quindi è un mondo importante che vive grazie alla stagione invernale».
Messner dice che la montagna non sono solo piste da discesa...
«E io condivido in pieno. La montagna è fatta di sci da fondo, di ciaspolate e silenzio, di spiritualità. È un mondo fatto di mille attività in connubio con la natura. Ma le piste portano come le spiagge un ritorno economico molto significativo per il Paese. Le Regioni hanno dato le loro linee guida per gli impianti, il Cts ora le deve valutare e trarne in breve tempo delle linee guida a livello nazionale.Dandoci opportune considerazioni per tutta la stagione».
Dovete dare una certezza agli operatori indicando subito una data di riapertura, pandemia permettendo?
«Intanto la certezza che dobbiamo dar loro è quella di un aiuto. Ci deve essere la sospensione per adempimenti fiscali e versamenti, la garanzia di cassa integrazione per i lavoratori del reparto come già previsto fino al 31 marzo. E considerazioni vanno fatte nei confronti di mutui e leasing».
Prima di sbilanciarvi annunciando chiusure degli impianti, sapevate che Austria e Svizzera li tengono aperti?
«Stanno dicendo ora che aprono dalla seconda metà di dicembre. Mi auguro un coordinamento europeo per evitare un dumping economico. Il premier Conte sta cercando di portare al centro della visione europea una programmazione comune nei confronti del turismo invernale. E mi auguro una riflessione attenta di Svizzera e Austria a favore di un coordinamento comune».
Possibile che si arrivi ad una chiusura delle frontiere?
«Non sono state prese in considerazioni soluzioni di questo tipo, mi auguro una risposta comune, ci vuole un tavolo di confronto: certo, andare avanti in solitaria è un errore».
E come farete a impedire a migliaia di italiani di sconfinare e andare lì?
«Credo che ora dobbiamo mettere al centro la salute e non fare gli errori commessi da molti cittadini in agosto. Oggi sappiamo che ci può essere una terza ondata e deve essere il momento della massima attenzione».
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3 days ago

Federico D'Incà

Ha legato il suo nome al calcio in modo indissolubile e oggi il mondo piange la sua scomparsa. Diego Armando #Maradona è stato e resterà "il" Poeta del pallone. Addio grande campione! ... See MoreSee Less

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Far diventare l'Europa leader nei processi di trasformazione green del nostro pianeta. Ce lo chiedono i giovani, lo dobbiamo a future generazioni, è la direzione verso la quale ci stanno portando anche le nuove tecnologie. Questo Governo ha piani ambiziosi da perseguire insieme

L'approvazione, alla Camera e al Senato, delle risoluzioni di maggioranza per lo scostamento di bilancio, è un segnale di grande responsabilità verso il Paese da parte di tutte le forze politiche e certifica la correttezza del lavoro svolto dal Governo.

La mia solidarietà e vicinanza alle popolazioni di #Crotone e dell'area ionica della #Calabria che stanno affrontando le conseguenze del maltempo. Alle squadre di soccorso il mio ringraziamento per l'abnegazione e la professionalità nello svolgere il loro dovere.

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Il nostro Paese ha bisogno di scelte coraggiose: affrontiamole insieme.
Federico D’Incà

CHI SONO

Il mio percorso

Sono nato a Belluno nel 1976 e sono sposato con Laura da cui ho avuto una figlia. Proprio lei, quando ha saputo del mio incarico di governo, mi ha chiesto di fare il “ministro dei bambini piccoli”.
Quelle parole sono il mio riferimento perché, per cambiare questo Paese, dobbiamo dare priorità alle nuove generazioni. L’attenzione ai giovani, all’ambiente e alle sfide del futuro sono sempre state alla base del mio impegno politico con il Movimento 5 Stelle, di cui sono diventato attivista dal 2010: un’avventura straordinaria che mi ha permesso di rappresentare i cittadini in Parlamento in due legislature e di ricoprire sia l’incarico di Capogruppo, sia di Presidente del Gruppo parlamentare e, in questa legislatura, di Questore della Camera dei Deputati. Dallo scorso 5 settembre sono stato nominato Ministro per i Rapporti con il Parlamento: sto lavorando ogni giorno per onorare l’impegno che il Presidente Conte mi ha affidato, nel rispetto delle Istituzioni e dei cittadini.

PER RIMANERE IN CONTATTO

La domenica specialmente

Per chi desidera rimanere aggiornato sulle mie attività e quelle del ministero che presiedo c’è una newsletter via email in cui provo a fare una sintesi di questo percorso. Conto di inviarla di domenica, con una certa periodicità. Prometto chiarezza e risposte.

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Contatti

Telefono

Segreteria: 0667793641

Ufficio stampa: 0667795101

Sede

Dipartimento per i rapporti con il parlamento

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